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NON HO PIANTO

 

Sono cresciuta abbracciata a una gallina,

c’era la guerra, ma lei era calda, e morbida.

Intorno i boati… la gallina aveva penne marrone,

mi consolava anche se non lo sapeva.

La casa è crollata, i miei fratelli più piccoli piangevano.

Io accarezzavo la gallina e non piangevo.

Un giorno, tornata da scuola, non l’ho più trovata.

L’abbiamo mangiata, quel giorno,

ho vomitato, ma non ho pianto.

Poi sono arrivati loro, erano in tre.

I miei genitori m’hanno fatto indossare il vestito più bello,

quello della festa, e sono partita.

Oltre i finestrini dell’auto paesi mai visti,

poi il mare, il mio stupore.

Cosa volessero da me quei tre me l’hanno insegnato presto,

ma non ho pianto.

Mi hanno portata oltre il mare,

quel bel mare azzurro e profumato

e m’hanno data ad altri.

Mi hanno tolto il vestito della festa,

m’han fatto indossare vestiti di lustrini.

Uomini si aggrappano al mio corpo,

sudati, ansimanti.

Ho vomitato, ma non ho pianto.

Vorrei tornare alla casa che non c’è più

e tenermi stretta alla gallina dalle penne marrone,

ma la gallina l’abbiamo mangiata

e io non sarò più la bambina di allora.

Ma io non piango.

(Poesia 3a classificata al concorso dell'Auser)

- le foto della premiazione -

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