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Verbale assemblea donne “USCIAMO DAL SILENZIO” del 19/12/05

tenuto presso il circolo di Viale  Belforte di Varese

 

Nella serata di lunedì circa 80 donne (e 5 uomini) si sono incontrare per discutere la proposta del comitato “Usciamo da silenzio”, nato spontaneamente attraverso la rete informatica e concretizzatosi in un incontro molto partecipato il 29/11/05 alla Camera del Lavoro di Milano.

Lo scopo della serata era capire l’interesse delle partecipanti alle iniziative proposte dal comitato milanese e la disponibilità delle stesse a sostenere tale proposta come gruppo di Varese.

Ha aperto l’incontro l’intervento di una donna che il giorno precedente aveva partecipato all’incontro di  Milano, che ci ha riportato quanto avvenuto in quell’assemblea, il clima e i  temi affrontati e le problematiche emerse.

In particolare sottolineava che, dopo un’ampia discussione, si è stabilito di attuare un ponte con la manifestazione sui pacs di Roma del 14/01/06, in quanto in data coincidente con la data proposta dal comitato per la manifestazione di Milano; quest’ultima  data è improrogabile,  perciò si devono cercare linee di contatto tra le due manifestazioni, appunto formalizzando un ponte ideale basato sul fatto che entrambe le manifestazioni rivendicano dei diritti  all’interno di una visione laica dello stato. 

Nel corso della discussione varesina si è evidenziata, però, la differenza che c’è tra diritti non ancora acquisiti, quali quelli sui pacs,  e diritti acquisiti che si stanno perdendo, ritenendo il secondo caso ben più grave dal momento che la riduzione di diritti esistenti potrebbe limitare la possibilità di estenderne altri.

Dopo la presa d’atto di quanto stabilito a Milano sulle due manifestazioni e considerando le informazioni riportate, anche dai mezzi di comunicazione, ci si è addentrate nella discussione su cosa pensavamo di fare noi di Varese pensavamo di fare.

Un peso importante nella discussione l’ha avuta la consapevolezza che questa azione, se non ben organizzata ed efficacemente preparata, rischia di avere un effetto boomerang, perché i numeri  sulla  partecipazione alla manifestazione saranno lo strumento che verrà usato per evidenziare la volontà e l’interesse delle donne non solo sul tema dell’aborto o sul funzionamento dei consultori, ma  anche il nostro  peso politico.  Sarà la cartina tornasole  per indirizzare e proporre alcuni temi in campagna elettorale.

Questa preoccupazione è crescente in  tutte e in particolare nelle donne che si sono battute per conquistare la 194/78; si avverte la paura che oltre aver toccato il minimo storico di rappresentanza in parlamento ci sia un disegno politico chiaro che  riporta le donne a  ruoli “femminili tradizionali”.

L’attacco alla 194/78 sembra una prova generale per poi dare l’affondo su altri temi.

Un altro punto fondamentale sottolineato è che la battaglia dei consultori a Varese è stata vinta grazie all’aggregazione di donne che si sono battute in prima persona e che hanno impegnato molte energie per questo.

Pertanto si invitava da più parti a non lavorare solo sulle emergenze, ma in modo continuo e vigile su diversi fronti che toccano le problematiche femminili, da quelle del lavoro  fino a quelle dei servizi; ad esempio si è proposto  creare una rete intorno ai consultori, la cui utenza è per il 95% di donne.

Sarebbe importante iniziare a viverli come centri attivi, risorse per  la prevenzione e magari punti di raccolta per i bisogni là dove le donne vengono accolte in fasi molto delicate della loro vita.

Un punto di partenza proposto è la promozione di studi per analizzare e discutere i dati sui consultori raccolti dall’ASL annualmente, organizzarci per capire nelle varie zone distrettuali della provincia quali servizi vengono utilizzati, entrare nel merito dei dati per usarli come materiale di riflessione in momenti di condivisione con altre donne.

Il segnale era forte e chiaro, se vogliamo che le scelte politiche che riguardano il quotidiano non siano solo subite, bisogna uscire dal silenzio, essere visibili e incontraci come donne anche al di là del ruolo che alcune hanno nei partiti o nelle associazioni.

Per questo alla fine della serata si è deciso che

anche  a Varese c’è il COMITATO USCIRE DAL SILENZIO,

 che per prima cosa si impegna a promuovere e organizzare la

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO

IL 14 GENNAIO 2006 ORE 14.00

nel seguente modo:

1.                 Appuntamento per l’incontro del 09/01/06 h. 21.00 PRESSO IL CIRCOLO DI  BELFORTE 

2.                 Impegno e responsabilità  nell’aumentare le donne che partecipano alla manifestazione

3.                 Impegno a divulgare il materiale relativo alla manifestazione non appena arriva da Milano

4.                 ognuna nel suo giro di conoscenze prepara le azioni che verranno poi raccolte e organizzate, ottimizzando così il poco tempo disponibile anche durante le feste natalizie in cui è difficile fare altre riunioni,

5.                 Esiste un elenco email che verrà utilizzato per passare le informazioni organizzative

6.                 Associazioni,  Sindacali e Partiti mettono a disposizione le loro organizzazioni come basi  operativamente e logistiche

7.                 Che verrà organizzato un massiccio volantinaggio diviso nelle varie zone di provenienza o ambienti significativi es. scuole, stazioni ecc.

 In sintesi l’importante è ampliare la partecipazione ed impegnarsi per la riuscita della manifestazione del 14 gennaio a Milano


Comunicato stampa     verbale della riunione del 09-01-05     riflessioni

la legge 194          la legge29.7.1975

 

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