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Sit In delle
Donne della Casa internazionale davanti a Montecitorio il 9/06
per affermare le proprie idee sui referendum.Molte delle donne
che fanno capo con diverse associazioni alla Casa
Internazionale delle Donne di via della Lungara a Roma si sono
riunite, prima davanti a Montecitorio per manifestare con le
proprie idee sui referendum in votazione domenica 12/6 e poi
presso la sede, regno delle femministe e non solo, per
concludere la campagna con aperitivi, ospiti e proiezioni.
Erano presenti,
fra l’altro le donne dell’AFFI (Associazione Federativa
Femminista Internazionale, con in testa la sua Presidente
storica Edda Billi, e le Donne in Nero romane, con in testa la
presidente, Nadia Cervoni. Slogan e cartelli non sono mancati,
ma anche dichiarazioni come “ci rivolgiamo alle donne, perché
si assumano la responsabilità degli esiti del referendum: il
rischio di una sconfitta sarebbe un ritorno indietro per tutte
noi e per gli spazi della libertà femminile.”. Nella
raccolta delle firme hanno lavorato insieme, convinte che la
legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita fosse una
legge contro il diritto delle donne nella scelta e contro le
speranze di fecondità di tanti e tante.
Nella legge 40,
per la prima volta, le diverse commissioni di bioetica si sono
esercitate su una materia che riguarda la riproduzione; hanno
voluto ignorare il sapere offerto dal femminismo, dai settori
più avvertiti della scienza medica e dalla psicoanalisi, ed
hanno elaborato formule che negano il corpo delle donne e la
sua autonomia.
La legge
rappresenta, per le donne della casa internazionale, una
evidente regressione: tratta il corpo delle donne come se
fosse solo un oggetto – contenitore, ne nega la soggettività,
impone regole ingiustificate e crudeli.
Sempre secondo
le femministe tutto l’impianto di questa legge cancella
sotto una mistificante cultura bio-patriarcale quelle
conquiste di civiltà e di etica della relazione che sono
state affermate nella lunga elaborazione ed esperienza del
femminismo.
Si apettano che
le donne che hanno fatto approvare la legge 194 (interruzione
volontaria di gravidanza) e tutte quelle più giovani che ne
hanno utilizzato i benefici, ora non cadano nel tranello teso
con questa legge che mina ed annulla tale legge sull’aborto
legalizzato.
L’8/06 sempre
nella Casa Internazionale delle Donne di Roma, si è tenuto un
incontro sul SI per un voto informato e consapevole,
organizzato da Emily Roma con la partecipazione di Vittoria
Franco, Antonio Guglielmino giornalista e le parlamentari
Cinzia Dato e Giovanna Meandri.
Luciano Anelli (operatoree
per le P.O.)
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