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Domenica 23
settembre sono andata a Marzabotto con gli amici dell’ANPI
(Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e la
delegazione di partigiani Jugoslavi.
Fra la fine
di settembre e i primi giorni di ottobre del 1944 circa 1830
persone inermi sono state massacrate dai reparti delle SS e
dai fascisti italiani.
Erano donne,
bambini, vecchi.
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Bambini con pochi giorni di
vita, vecchi di 90 anni, e donne; e ragazzine che
sarebbero diventate donne, e bambini che avevano
tutta la vita da costruire, se la barbarie
nazifascista non li avesse uccisi.
Quello
di Marzabotto non è stato che uno degli
innumerevoli massacri perpetrati sul suolo italiano
dai nazisti, con l’aiuto e l’appoggio dei
fascisti italiani.
Marzabotto
non è che una goccia in un mare di orrori che ha
insanguinato l’intera Europa ed è culminato con
l’olocausto, con lo sterminio di milioni di
persone.
Davanti
alle lapidi dei morti nell’eccidio di Marzabotto
ho provato un grande dolore per la crudeltà
dell’uomo nei confronti dei suoi simili, ma, come
“donna di pace”, non posso scordare la storia.
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Di tutte le efferatezze
compiute in quei terribili anni i responsabili
sono coloro che hanno dichiarato la guerra: sono i
nazisti tedeschi e i fascisti italiani.
L’Europa,
dal 1939 al 1945 fu messa a ferro e fuoco, dal Baltico al
Mediterraneo, dall’Atlantico agli Urali, perpetrando la
distruzione completa di intere nazioni e il massacro di
milioni di esseri umani.
Ho letto, in
questi giorni, dure parole d’odio nei confronti dei
partigiani Jugoslavi, ma ci si dimentica che la Jugoslavia
fu aggredita e occupata senza motivazione alcuna; Mussolini
inviò i suoi reparti speciali, la “Milizia Volontaria per
la Sicurezza Nazionale”, che spadroneggiò attuando abusi
e violenze inaudite.
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A
Marzabotto non ho sentito parole d’odio nei
confronti degli assassini di civili inermi, ma
solo la volontà di ricordare la storia, perché
quanto è successo non accada mai più.
Un grande esempio di civiltà
e di cultura di pace.
L’altro giorno, a Busto
Arsizio, Angioletto Castiglioni, un partigiano di 84
anni, sopravissuto al campo della morte di
Flossenburg è stato aggredito da un gruppo di
neonazisti.
Non devono più succedere simili aggressioni! |
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La violenza che ha insanguinato l’Europa è stata
sconfitta nel 1945, ma è importante coltivare una cultura
di pace, insegnarla ai nostri figli e alle future
generazioni, per
la nostra Italia, ma anche per il mondo intero, ancora
attraversato da troppe guerre e orrori.
Un augurio di pace a tutti
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