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Alcuni pensieri, riascoltando
il CD di De Gregori e Giovanna Marini “Il fischio del vapore”, una
collezione di canti popolari, quelli che conosciamo tutti da
sempre. Niente di nuovo, eppure l’emozione si dispiega nei
ricordi, nella nuova presentazione musicale.
Canzoni, musica, quella che ci è dentro nei ricordi,
nelle sere lungo la laguna, al suono della chitarra, nella
luna che si
scioglie nell’acqua calma, frammista alle luci di Porto
Marghera.
“Nina, ti te ricordi”… Nina si ricorda, la
passione per il canto popolare nata proprio in quelle sere,
assieme agli amici del Canzoniere Popolare Veneto, a
Gualtiero Bertelli, a Luisa
Ronchini, a Giovanna Daffini che ogni estate tornava
sulla riva della laguna.
Ed ecco “O Venezia che sei la più bella”, che si
snoda nel ritmo lento delle onde della laguna, dove terra,
acqua e nebbie si confondono in lievi trine.
In questo CD ci sono i canti della nostra storia, le
nostre radici. La guerra, nella prima canzone, “Il fischio
del vapore”, appunto, che dà il titolo alla raccolta, e
la partenza dell’uomo amato; ritornerà la primavera, ma
lui non farà ritorno.
Ci sono i canti del lavoro: L’abbigliamento di un
fuochista, dove è presente il tema dell’emigrazione, ed
un naufragio, quello del Titanic, e la fatica dei poveri più
poveri, quelli che non potevano permettersi nemmeno un
biglietto di 3° classe per attraversare l’Atlantico, ma
faticavano laggiù, nella stiva, sotto il livello del mare,
davanti alle caldaie.
Saluteremo il signor padrone… narra la fatica del
lavoro, la stanchezza della risaia, il desiderio di tornare
finalmente a casa dopo le fatiche a cui erano sottoposte le
ragazze che partecipavano alla monda del riso, sfruttate e
pagate in modo irrisorio: “…pochi soldi in la cassetta
ed i debiti a pagar”.
“Bella
ciao”, nella versione delle mondine… “Alla mattina,
appena alzate… o bella ciao… laggiù in risaia ci tocca
andar…
E quelli che ripercorrono la storia… quella che è
stata dei nostri avi, come per “Il tragico naufragio della
nave Sirio”… storia che si ripete, nei naufragi odierni
sulle nostre coste, di chi è partito con la speranza di
trovare un paese in cui vivere, ma che non è
ospitale, verso i nuovi arrivati. Gli emigranti
italiani, come ora i curdi, i magrebini, gli extracomunitari
del sud del mondo, che sperano in un lavoro, in una vita
vivibile, e si scontrano con la difficile condizione di
immigrato in una terra fin troppo spesso ostile.
E ostile è stata per Sacco e Vanzetti, anarchici
italiani, uccisi sulla sedia elettrica negli USA, nel clima
di intolleranza che regnava allora in quel paese, nei
confronti degli immigrati, e a niente è servito il
movimento che si era creato in tutto il mondo, per chiederne
la liberazione, e che proclamava la loro innocenza. .
La storia d’Italia è raccontata
nei vari canti. “Il feroce monarchico Bava”, narra la
strage della gente affamata che, per le vie di Milano,
chiedeva pane…, è la stessa musica, basta sostituire le
parole… della “Ballata di Pinelli.
L’attentato a Togliatti, cronaca
quasi “giornalistica” di quel tragico evento che è
stato vissuto in prima persona dai nostri genitori, il
lamento per la morte di Pasolini, e poi “I treni per
Reggio Calabria” dove l’incredibile voce della Marini si
snoda nella sonorità del canto, con alti e bassi che ogni
volta stupiscono.
Non ci sono brani inediti, tutti fanno parte del
repertorio popolare, ed è piacevole riascoltarli, in questa
nuova edizione, come a ripercorrere una strada nota, e
magari farli ascoltare ai nostri figli, perché entrino
anche nel loro bagaglio di emozioni.
Originale è l’accompagnamento musicale, dove
vengono usati strumenti come il pianoforte e il
contrabbasso, che non fanno parte della tradizione popolare,
ma non copre le voci dei due cantanti, veri protagonisti di
questo CD.
Ierina
Dabalà
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