torna all'elenco                                                                                                    Home

I CONFLITTI SONO INEVITABILI

La conflittualità fa parte della nostra vita. Ognuno di noi è diverso dall’altro, e deve confrontarsi con questa diversità.

Imparare ad accettare il conflitto, è uno dei primi insegnamenti che i genitori devono dare ai propri figli. Il bambino ama i propri genitori, ma deve fare i conti con i NO che loro impongono. Non basta dare ordini, ma è fondamentale spiegare i perché dei no e delle imposizioni di determinati comportamenti.

Il bambino imparerà che si possono provare sentimenti ostili anche verso le persone a cui si vuole bene, a dialogare, a capire i diversi punti di vista.

Ci capita di provare sentimenti ostili verso chi ci sta intorno, sia in famiglia che suoi luoghi di lavoro o nei confronti dei nostri vicini. Un buon rapporto con la propria aggressività farà si che, anziché arrivare a soluzioni drastiche, si cerchi di mediare, di trovare un accordo soddisfacente per tutti.

E’ un grande passo quello di gestire il conflitto in modo positivo, è quello che ci permette di essere “animali sociali”.

Tanto più positivamente sappiamo gestire i conflitti, tanto meglio e più serenamente viviamo la nostra vita.

Se questo è valido per i rapporti interpersonali, diventa vitale nei rapporti fra gli stati, dove i motivi di conflittualità raggiungono livelli altissimi: economici, sociali, di prestigio e quant’altro.

Compito di un buono statista dovrebbe essere proprio quello di garantire il minimo della conflittualità, in modo da assicurare ai popoli il massimo della serenità.

Ma questo non succede.

Il mondo della politica ha una aggressività, quando va bene, solo verbale, che genera angoscia. Lo si può vedere nei dibattiti in TV ogni sera, dove non c’è nessuna volontà di ascoltare “l’altro”, di accogliere quella parte di posizioni che pur possono essere condivise.

Da molto ormai viviamo in uno stato di tensione.

Oltre alle guerre “dimenticate” di cui nessuno pare accorgersi, ci sono i grandi conflitti e i barbari atti di terrorismo che invadono con la loro drammaticità le nostre case.

A volte vien voglia di non guardare, di ignorare quanto di brutto succede nel mondo, ma la violenza, lo scontro, entrano a far parte della nostra vita e di quanti ci circondano, e la cambiano.

E se cambiano la nostra vita, cosa succede nei cuori dei parenti delle vittime del terrorismo o dei superstiti dei bombardamenti, chi cancellerà le ferite, lo strazio delle loro anime?

Come succede in famiglia, così nel mondo, è possibile trovare il modo per risolvere i conflitti in modo pacifico, basta averne la volontà, ed agire con amore, anziché spinti dagli interessi, siano economici o di prestigio internazionale.

Forse queste affermazioni assomigliano ad utopie, ma voglio credere che sia possibile un mondo diverso, un mondo in cui i conflitti si possano risolvere con la comprensione e il dialogo.

Ierina Dabalà

  Torna all'elenco