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16, P 38 Magnum, elmi con tanto di corna, bazooka, pistole
di ogni tipo, archi e frecce, scudi, spade, fucili
mitragliatori, pugnali, lance e alabarde… clave.
Arsenali del genere in questo
periodo fanno bella mostra di sé in tutti i negozi di
giocattoli.
Arsenali pronti a trasferirsi
direttamente nelle camerette dei nostri bambini e
delle nostre bambine, per essere via via disseminati
per tutta la casa: una pistola in cucina, un elicottero
Apache in bagno…
Alle richieste dei nostri figli
e ai loro desideri a volte ci è difficile dire di no,
spesso perché anche noi adulti non ci facciamo troppe
domande e “giocare alla guerra è un gioco come un
altro”.
Se proprio non si può evitare
di regalarla, e l’arma giocattolo è così desiderata, (ma
quanto la pubblicità influenza i desideri dei nostri
bambini?) vorrei dare qualche suggerimento:
Insieme all’arma giocattolo
aggiungete sempre un altro dono diametralmente opposto, che
parli di pace, di amicizia, di natura, di creatività, di
collaborazione.
E poi parlate con i bambini,
ascoltateli. Anche se sono piccoli, sanno bene cosa avviene
nel mondo. Uno di loro ha detto: “Si, voglio dell’arma
finta per giocare alla guerra, ma lo so bene che tanti
bambini fanno davvero la guerra, invece di giocare, e
muoiono veramente”.
Anche se sono piccoli, i
bambini sanno distinguere fra fantasia e reale. Vedono la
televisione, anche quando pare non la guardino, sanno che
nel mondo c’è la guerra, quella vera, ma hanno bisogno di
sfogare la loro esuberanza in “guerre” incruente.
Su un argomento tanto ostico,
è importante il dialogo con i nostri figli, esprimendo con
chiarezza il nostro rifiuto per le armi, anche quelle finte,
e le guerre.
Forse non è giusto privarli di
un giocattolo desiderato, ma è importante spiegare il perché
quel giocattolo a noi non piace.
Anche i più piccoli capiranno.
Un
augurio di un Natale di Pace, per i bambini di tutta la
Terra.
Ierina
Dabalà
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