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Ciao
Gerry,
Vanna
mi ha telefonato, mi ha detto che te sei andato… per
sempre.
Mi
dispiace. Io e te abbiamo parlato a lungo, anche se ci si
era incontrati ben poche volte, l’ultima, ti ricordi, al
concerto dei Nomadi, nella tua bella Reggio Emilia, incontro
imprevisto organizzato all’ultimo momento. L’ultima
nostra telefonata qualche giorno fa, le tue malinconie, il
rimpianto per quella felicità intravista e svanita. E’
così labile, la felicità. Ed io, pur così provata dalle
mie stesse malinconie, a rincuorarti, ad invitarti a
pazientare, a lasciare al tempo il compito di rimarginare le
ferite.
Mi
dispiace.
Non
ci sono mai parole da dire, in questi casi, tutto è così
scontato, già detto.
Vanna
mi ha detto che te ne sei andato di notte, davanti al PC; mi
pare quasi di vederti, davanti a quel PC, a chattare, a
comunicare col mondo intorno.
Sarà
il caso, ma proprio l’altra sera, ho provato ad entrare in
Digiland, in quelle stanze dove ci siamo raccontati (qualche
file dispettoso, e tu sai la mia antipatia verso i files
dispettosi, non mi ha permesso di farlo); sicuramente, ci
saremmo incontrati. E’ andata così.
Ho
telefonato a M*, non sapeva ancora niente. So che sei contento che
le sia stata vicina, anche solo al telefono, a consolarla,
ho provato a farlo con le parole di De André: In fondo è
stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati.
Ciao
Gerry, buona fortuna.
Nina
29.07.04 |