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GENOVA
2004
le
foto
Intensa
emozione a Genova, in Piazza Alimonda, in occasione del terzo
anniversario della morte di Carlo Giuliani.
La
cancellata della chiesa, come sempre, è coperta da fiori, da
bandiere della pace, da biglietti che qualcuno ha voluto
lasciare con un ennesimo saluto, un grande striscione bianco
con su scritto “Carlo Vive”,
Fin
dal primo pomeriggio, viene steso un telo colorato sul punto
in cui Carlo è caduto, ucciso da un colpo di pistola sparato
da una camionetta dei Carabinieri, e nastri con i colori
dell’arcobaleno vengono legati fra un albero e la cancellata
della chiesa.
Ci
sono già molti giovani presenti, ma anche molti anziani.
Brandelli di discorsi vengono colti al volo, un ripercorrere
quei giorni del G8 di tre anni fa, il ricordo di chi c’era,
di chi sa che non potrà mai far capire a chi non c’era cosa
sono stati veramente quei giorni.
Haidi
e Giuliano sono indaffarati ad organizzare i dettagli del concerto che precederà e seguirà le 17,27,
il momento preciso in cui sono esplosi quei terribili colpi che hanno
stroncato una giovane vita.
E’
bello, pur nel dolore, voler ricordare la morte di un figlio
con la musica, con la vicinanza di tanti amici e di tanti
sconosciuti che si sentono profondamente amici.
Cercando
di non essere troppo invadente mi avvicino ad Haidi, ci
abbracciamo, è l’abbraccio di due madri.
Dal
palco salgono le prime note.
Le
band si susseguono una dopo l’altra, un gruppetto di ragazzi
si mette a ballare, i più cercano riparo all’ombra. La
tristezza è presente, ma si cerca di scacciarla.
Parlano
Giuliano e Haidi.
Un
gruppo di portuali porta una corona di fiori e l’appoggia
alla cancellata intanto altra gente continua ad affluire.
Arrivano anche due ambulanze donate dalla Onlus che si è
costituita in nome di Carlo, accolte dai battimano dei
presenti.
Trascorrono
le ore, sono le 17,27… tutti ci si alza in piedi,
applaudiamo, un applauso lungo, interminabile, sottolineato a
tratti dalle sirene delle ambulanze, e dopo, il concerto
continua.
Qualcuno
comincia ad andarsene, altre persone arrivano.
Questa
è la cronaca del pomeriggio, per quanto è stato vissuto da
me, ma i pensieri continuano a percorrere i ricordi.
Ho
parlato spesso di Genova, in questi anni, con chi c’era, e
con chi invece ha visto le immagini in televisione.
Malgrado
l’enorme mole di video che sono stati prodotti, resta uno
stupore di fondo in chi ha vissuto quei giorni in prima
persona, come un qualcosa di orribile, una sensazione di
incredulità, la sensazione di essere stati comparse in un
film ambientato in un altro Paese, qualcosa che assomiglia a
quanto avvenuto in America Latina; qualcosa che non poteva
succedere nell’Italia nata dalla Resistenza, eppure è
successo.
Continueremo
a ricordare Carlo anche negli anni futuri, canteremo canzoni a
lui dedicate, e resterà per sempre la tristezza per un
ragazzo morto sull’asfalto, in una calda giornata di luglio.
Ierina
Dabalà
http://www.piazzacarlogiuliani.org/
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