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Esselunga, prima azienda in Italia
nel settore della distribuzione organizzata con un fatturato
di 4,9 milioni di euro nel 2006, dichiara sul suo sito
internet, nella sezione Lavora con noi<http://www.esselunga.it/default.aspx?idPage=366>che
"I rapporti fra le persone sono
chiari e impostati al massimo rispetto reciproco." e
che "Esselunga garantisce un ambiente sano e sicuro,
nel rispetto delle leggi dei regolamenti in materia di
sicurezza, nonché delle norme igienico-sanitarie."
I fatti
Il 2 febbraio, all'Esselunga di via
Papiniano, una dipendente sta male e chiede di andare al
bagno ma il permesso le viene negato. Se la fa letteralmente
addosso. Poi va in ospedale dove le diagnosticano una
cistite emorragica. La prognosi parla di 15 giorni di
malattia.
Al suoritorno<http://milano.repubblica.it/dettaglio/Mi-ha-sbattuta-contro-gli-armadi-e-messo-la-testa-dentro-il-water/1429156>al
lavoro viene picchiata da uno
sconosciuto dentro i locali di Esselunga che le urla «Hai
parlato troppo» e le ficca la testa nel water. Altri 10
giorni di prognosi.
Il giorno dopo i sindacati
proclamano uno sciopero. Esselunga rimane aperta grazie al
lavoro degli interinali a cui vengono fatte numerose
pressioni per recarsi comunque al lavoro. L'azienda tuttora
dichiara di ritenere prematuro rilasciare dichiarazioni.
Probabilmente, se messa alle
strette, scaricherà tutta la responsabilità su un singolo
dirigente ma ciò che è successo non è un caso
straordinario o isolato. Il quindicinale (allora
settimanale) Diario già nel 2002 pubblicava un articolo
<http://www.diario.it/home_diario.php?page=cn03051061>
dal titolo "Esselunga, diritti corti corti" in cui
l'autore, tra le altre cose, parlava di "silenzio da
parte dei vertici sul grande supermercato di SanDonato
milanese dove le dipendenti hanno rivelato al settimanale
locale L'Eco di non poter neppure andare a fare la pipì: i
sorveglianti infatti restano fuori dalla porta e bussano
dopo pochi minuti." Allora non c'erano ancora le
botte...
Che cosa si può
fare?
Diffondere la notizia a tutti gli
amici e conoscenti e prendere posizioni pubblicamente, come
singoli e associazioni, contro il comportamento di Esselunga.
Per l'8 e il 9 marzo
è previsto uno sciopero della spesa in tutti i punti
vendita dell´Esselunga.
Per intanto è possibile chiedere
spiegazioni all'azienda nella sezione del loro sito
"Parla con noi"
<https://www.esselunga.it/default.aspx?idPage=452>e
comunicare,
all'azienda e al mondo, la propria adesione allo sciopero
della spesa.
Oltre alla sezione Parla con noi è
possibile scrivere ai seguenti indirizzi:
* <elena.lidonnici@esselunga.it>*marketing@esselunga.it
elena.lidonnici@esselunga.it
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