PREFAZIONE

Non so se Ierina Dabalà ha programmato questo suo lavoro nel senso di dare ad ogni suo pezzo una collocazione funzionale  per i contenuti, dal racconto di vita vissuta nelle calli di Venezia alla quasi cronaca di avvenimenti recenti come la Genova del G.8, da vicende lontane nel tempo ma legate alle terre delle sue origini come la fuga dalla guerra al fantasticare di future e lontane rivolte degli anziani del “Pio Albergo Trivulzio” di Milano.

Non è un romanzo o una raccolta di novelle di letteratura ma nella colorata descrizione della vita nelle calli veneziane vi è la poesia e il calore del vivere in comunità solidali e non la gelida egoistica ricerca del privato, caratteristica di questi nostri tempi., di questa società fondata sui consumi e sul profitto.

Si tratta di una miscellanea ma di belle espressioni di vita ove alla serietà delle valutazioni su vicende recenti si unisce la descrizione della tristezza del profugo, alla gioia dell’anziano che non aspetta la morte ma che vuole vivere e fare l’amore si unisce la umanità degli umili della terra, alla brutalità della repressione si contrappone la gioia della solidarietà, alla  descrizione delle vicende umane compiute dagli storici si risponde con il vivo e drammatico  racconto di esperienze vissute.

E’ una raccolta di pezzi che non fanno la storia ma descrivono  gli uomini, le donne, con i loro ricordi, le loro passioni, il loro impegno di cittadini e questo loro impegno, checché si dica, è il motore  della storia.

Siamo di fronte ad un piccolo spaccato della società di ieri, di oggi e, perché no, anche di domani quando si ipotizzano colorate future vicende. Il tutto ci fa pensare e sorridere.

Tornando e finendo richiamando la premessa, anche se il tutto non è stato programmato, la riuscita di questo lavoro è avvalorato non solo dal respiro che permea i racconti, dalla rigorosa descrizione di determinati avvenimenti ma, in definitiva, dalla individuazione di un insieme di comuni interessi, affrontati con la passione  che è caratteristica e pregio dell’autrice nonché con la serenità con la quale affronta la vita, i problemi suoi e quelli della società.

Angelo CHIESA

La realtà e il sogno (talora un ideale o un'illusione). Sono questi i termini tra i quali oscillano costantemente i personaggi di questi racconti. 16 nomi, 16 donne, 16 racconti in cui le protagoniste fanno i conti con la propria condizione storica e con le insidie della quotidianità. C'è in queste novelle la curiosità di una donna che osserva ed indaga le altre donne ogniqualvolta le incontra e ne carpisce problematiche e limiti.

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clicca sull'immagine per leggere dei capitoli Milano 1969. La storia di due ragazze si intreccia con la storia di una generazione, l'amore e le lotte, in una suggestiva alternanza tra passato e presente. La voglia di cambiare il mondo si trasforma nel piacere di fare politica, ma questa generazione "rivoluzionaria" ben presto finisce per scontrarsi con una società le cui idee sorpassate sono molto più difficili da vincere. E' da queste lotte che nascono i valori dei giovani protagonisti di questo intenso romanzo: giovani di un tempo, genitori di oggi, sognatori di sempre.

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La presentazione di Maria Miseo