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ARLINA E IL REGNO FRA I MONTI

 

ARLINA

 

Arlina aveva spesso sentito parlare di un paese lontano, chiuso fra alte montagne, dove la gente era felice. I racconti che ne facevano gli altri viaggiatori le suscitavano una curiosità sempre maggiore, così un giorno si decise a percorrere l’impervia strada verso quel regno.

Camminò per giorni e giorni; attraversò l’ampia pianura poi prese a salire sulle montagne, in alto, sempre più in alto, fin dove pareva che le vette raggiungessero il sole. Spesso era stanca, quasi scoraggiata, ma sapeva che doveva andare. Quello era il suo destino.

Era molto giovane, Arlina, ma aveva sempre viaggiato, con la curiosità negli occhi, con la voglia di conoscere, ed ogni paese le aveva lasciato qualcosa che restava in lei per sempre.

Camminò a lungo, e ogni tanto si fermava ad ammirare il paesaggio che si apriva sotto di lei.

Camminò, camminò, con negli occhi i monti innevati e il sole abbagliante, camminò ancora, fino a superare l’ultimo valico poi rimase incantata ad ammirare la nuova valle che le si apriva davanti. Era di un verde brillante come nessun’altra valle mai vista prima. Vedeva prati, laghi, foreste, e un fiume che la percorreva tutta. Le case, minuscole per la distanza, parevano piccoli gioielli. Tutto il paesaggio le ispirava un senso di pace, di serenità. Ormai era arrivata, fra poco avrebbe scoperto perché si accendeva una strana luce negli occhi dei viaggiatori, quando parlavano di quel paese racchiuso fra i monti.

Il sole stava tramontando, così si avvolse nel mantello che la proteggeva dal freddo della notte, chiuse gli occhi e si addormentò profondamente, fino a quando il canto degli uccelli mattinieri non la destò.

Si lavò nell’acqua gelida di un torrente, si ravviò i capelli poi si appoggiò ad un albero a scrutare il cielo.

Un’aquila maestosa, si dirigeva verso di lei. La vide abbassarsi fino al suolo, chiudere le ali, e un uomo scese dal dorso dell’uccello e le si fece incontro.

Aveva occhi scuri, ridenti, velati un poco da una lieve malinconia e i capelli castani, lunghi sul collo, mostravano qualche filo d’argento. Un dolce sorriso gli illuminava il volto.

“Io sono Nules, abito in questo paese, ma non ti ho mai vista prima d’ora. Chi sei?” Le chiese con voce gentile.

“Sono Arlina, viaggio per monti e per mari perché sono curiosa e voglio conoscere il mondo”.

“Vieni con me, Garid ci porterà a visitare questa terra felice”.

La prese per mano e la fece sedere davanti a sé, sul dorso dell’aquila che si alzò in volo.

 

 

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