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PICASSO di Adriana Scanferla |
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Linee. S’innalzano, s’immergono combaciano, coricate su un piano. Curvano sinuosamente, s’involano alle volute della pipa d’oppio. Spazio, materia compatta, immagine fusa e cristallizzata, su sfondo Blu inglobante. Di più e più blu, predomina profondo blu malinconia. Incessante metamorfosi, manipolazione di sembianze grottesche o ieratiche, dai tratti semplificati ma esageratamente allusivi. Nudità maestosa e possente, eterno femminino che sfugge alla morte, trainato in cielo da cavallo bianco. Elevazione dalla terra al cielo, terra scura di Guernica, fertile terra assassina. Dai bordelli passa la rivoluzione della Boheme parisienne. Poeti, pittori e baccanti, si inebriano alla medesima brocca. Al di là di ogni religione, più del conflitto che prefigura un nemico, davanti al sepolcro della pietà cristiana, rappresentare la tragedia umana, governata da sofferenza e morte. Né decorazione né decoro ma riscatto di possanza primitiva, la pittura arma di guerra, in attacco e in difesa, contro il nemico oscurantista.
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