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MENTRE BERLINO
FELICE DANZAVA di Adriana Scanferla
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Scaturisco
da te primavera primizia
di corolle che ammiccano tra
filamenti d’erba verde Trasmigrata
di terra in terra fu la
mia anima bambina ma
sempre l’intimo pensiero mi fu
fedele compagno di viaggio L’anima
chiedeva chiarezza mentre
il dubbio si insinuava feroce Ho
percorso quel tratto di storia che
strappò vincoli rafforzati di
casta e frantumò docilità di figlie Noi insofferenti al
mondo adulto ci
agghindavamo di fiori felici e
tuniche svolazzanti lambivano i
nostri impudichi piedi scalzi Al
ritmo del liberato canto oscillava la
Storia dell’uguaglianza e della pietà Il
futuro ci ammaliava con lampi accecanti
di bagliore e di speranza Figli
di povera gente e di signori seduti
insieme allo stesso desco operai
con studenti le nottate intere per
poi dividere all’alba il destino Abbiamo
azzardato troppo oltre nella
speranza del mondo nuovo mentre
Berlino felice danzava strappato
il velo di muro dagli occhi Oh,
misera illusione di chi solo allora si
affacciava alla luce del giorno! Il
dio denaro rese impotente ogni
umano religioso sentimento e
quando l’ira annebbiò la ragione altri
muri di sangue si alzarono per
meglio dividere e odiare Dalle
macerie di straziati
grattacieli resi
tumuli di odio sbucarono carri
armati di pace e
mitraglie e
cavalli di frisia e stampelle Genia
divina devastatrice dominatrice
della natura spenta Dove
si sono persi i nostri passi allegri e i nostri canti di speranza?
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