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Piazza della Loggia 

Brescia - 28 maggio 2004

Sono stata in P.za stamane, tanta gente, tante bandiere, tanti fiori colorati .... corone di fiori e cesti enormi di rose simboli di una città che non dimentica, che non vuole dimenticare 8 morti. 

Ed io ero lì in sella alla mia bicicletta, un'Atala nera con i freni a bacchetta vecchio stampo, ero lì a vederli passare tutti i rappresentanti e i delegati, i più vecchi con le facce tristi, la bocca chiusa in un sorriso stirato di convenienza, i giovani portavano le loro facce sorridenti con disinvoltura e parlavano tra di loro.
E poi c'era Manlio, con il suo incedere pacato, triste ma ha sempre saputo portare la sua tristezza con disinvoltura, non lo so a mio parere è un grande uomo con i capelli bianchi e due occhi da padre amorevole, un uomo che porta la sua croce con sapiente capacità ...
Ed io, tutti gli anni, mi si inumidiscono gli occhi e ricordo quella foto in bianco e nero su un giornale, ormai un immagine sfocata, ma ne ero rimasta colpita, fu forse la prima consapevolezza sociale a cui andai incontro e di cui mi sentii indignata.
Quando vado in Piaz
za Loggia, non posso esimermi dal ricordare il 2 Agosto, la strage di Bologna, non posso dimenticarla perché fra quei morti avrei potuto esserci anch'io ... passavo da Bologna un giorno sì e tre no per venire a Brescia, era il cardine di tutti i viaggi ... ed io mi trovavo a Vittorio Veneto con Giorgio, mia madre manco sapeva dove mi trovavo e per qualche ora deve aver visto i sorci verdi, della serie ne ho combinate peggio di Bertoldo &C., quando ripassammo dopo qualche giorno lo sventramento dell'edificio mi fece accapponare la pelle, ed io in quella sala d'attesa ci avevo passato notti in attesa di un treno ....
Domani porterò un fiore in piazza, con mio figlio, è un'iniziativa per il trentennale ... un fiore che nel '74 non potevo portare, ero a Prato ed avevo 14 anni.

Ci sono ricordi che a volte sbiadiscono, ricordi che restano vivi sempre, questo è uno di quelli .

Nicoletta Rech

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