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Gian Luigi Nespoli (parte 2)

 

Quando crollarono le torri dell'impero

i nostri cuori esultarono.

L'impero aveva preparato l'immagine

del film di fantascienza, uno dei tanti

dati in pasto ai dannati della terra.

Ma non era pura finzione, puro gioco:

come le torri di Babilonia,

come la cupola dorata di Bisanzio,

crollarono le torri dell'Impero

ed i nostri cuori - i cuori umiliati, 

calpestati, spezzati, di dannati

della terra, esultarono.

Sapevamo che non era castigo divino

- gli dei sono loro invenzione, loro inganno -

sapevamo che era castigo umano,

ed i nostri cuori esultarono,

sapevamo che una mano, finalmente

s'era alzata nel cuore dell'Impero,

non importava il colore di quella mano,

ed i nostri cuori esultarono.

La giustizia è contesa, ha scritto il Greco,

e tutto avviene secondo contesa e necessità;

6.000 contro 60.000.000 milioni di morti, è un granello

di sabbia nel deserto, una goccia nel mare,

1 a 10.000 è ancora l'equazione:

quante torri ancora devono crollare?

 

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