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Un disegno per Alex

Conoscevo un italiano. Era molto coraggioso e stava lavorando con delle armi
in un paese di guerra.
L'hanno ucciso a sangue freddo e prima di morire ha gridato: "adesso vi
faccio vedere come muore un italiano".

Conoscevo un iracheno. Non so se fosse un tipo coraggioso, ma stava a casa
sua con la sua famiglia.
E' morto sotto un bombardamento, ma non ha avuto il tempo di gridare:
"adesso vi faccio vedere come muore un iracheno".

Conoscevo un bambino palestinese, stava giocando per strada con i suoi
coetanei.
E' morto per l'esplosione di un razzo destinato al presunto terrorista che
stava passando di lì. Penso che, se ne avesse avuto il tempo, non avrebbe
gridato: "adesso vi faccio vedere come muore un palestinese".

Conoscevo un bambino afgano. Non poteva neanche giocare per strada, perché
la strada non c'era.
Però giocava con un oggetto strano che gli è esploso nelle mani ed è
morto. Era una mina costruita in Italia. Chissà se aveva voglia di gridare:
"adesso vi faccio vedere come muore un afgano".

Conoscevo una donna spagnola, stava andando al lavoro in treno.
E' morta e forse ha gridato qualcosa, ma noi non l'abbiamo sentita, eravamo
collegati altrove...

Conoscevo  un ragazzo israeliano. Stava su un autobus e si stava chiedendo
perché costruissero un altro muro, dopo che avevano da poco buttato giù
quello di Berlino.
E' morto anche lui, e potrebbe aver gridato: "adesso vi faccio vedere come
muore un israeliano", ma non lo sappiamo per certo...

Conoscevo un bambino ceceno. Era uno dei cinquantamila orfani di guerra che
ci sono in quel piccolo paese.
E' morto pochi giorni fa e non ha gridato prima di morire! Era troppo
impegnato a fare un disegno per Alex...

Elisabetta CARAVATI

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